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LaPresse

BONUCCI CONFERENZA STAMPA – Alla vigilia di Malmoe-Juventus, Leonardo Bonucci ha parlato del momento della Juventus e delle aspettative dei bianconeri in Champions League.

Il momento nero

“È evidente che ci sia un problema di continuità mentale sia di squadra che nei singoli. C’è da lavorare sul campo e nella testa. Abbiamo qualità per fare una grande stagione ma dobbiamo metterle in campo dal primo minuto fino all’ultimo e ci sono già state troppe situazioni negative. C’è da lavorare e ritrovare l’umiltà delle stagioni vincenti. Solo col gruppo potremo ritrovare la strada che spetta alla Juventus. Questa non può essere la Juve vista fino a oggi, vogliamo guardare oltre, al futuro, con positività. La pressione è su di noi ma quando giochi nella Juve devi essere abituato a convivere con la pressione. Se ti spaventa la pressione non puoi giocare alla Juventus. Sarà una partita difficile da un punto di vista fisico, perché sono una squadra molto fisica e sono bravi ad attaccare lo spazio. Noi siamo qui per portare a casa la vittoria perché ci permetterebbe di guardare con entusiasmo e positività le altre partite”.

La reazione contro il Malmoe?

“Non dobbiamo cercare alibi nelle difficoltà. Quando indossi la maglia della Juve non puoi avere alibi il nostro obiettivo è la vittoria. Noi giocatori più esperti dobbiamo trasmetterlo agli altri ma anche i giovani devono capire che indossare la maglia della Juve non è come indossare altre maglie. In campo non ti devi mai tirare indietro e lo dimostra la storia della Juve, dove l’umiltà e lo spirito di sacrificio ha portato alla vittoria”.

Il percorso in Champions

“La continuità deve essere una caratteristica della Juventus e non è una questione di competizione. C’è solo da capire che in qualsiasi momento della partita c’è da dare il 110% senza cercare alibi di gioventù o poca esperienza. C’è da essere consapevoli e responsabili di ciò che facciamo”.

Il rapporto con Allegri

“Io con il mister non ho mai tirato frecciate. Abbiamo sempre avuto un rapporto molto sincero e al di là di quello che è successo tra di noi c’è sempre stato stima e rispetto reciproco. Io ho avuto discussioni anche con altri allenatori e ciò non cambia in base al nome del tecnico che sia Allegri o Mancini. Le discussioni ci devono essere perché chi vuole migliorare è pronto a discutere, e questo è successo anche col mister 4 anni fa. Nonostante quello che per tutti è stato un elemento di disturbo, dico che io sono quello che ha giocato di più con il mister. Noi dobbiamo avere l’obbligo di essere la migliore versione di noi stessi. Io se non ricordo male ho quasi 500 presenze alla Juve, c’è un capitano che porta la fascia e uno che non la porta. Io mi sento responsabile di quello che sta accadendo alla Juventus e il mister mi ha chiesto di venire qui perché sono responsabile e ci metto la faccia come ho fatto altre volte in passato.”

Il post Napoli

“Dopo Napoli ha parlato il mister e noi abbiamo pensato solo ad allenarci. Tek ha vissuto momenti di difficoltà ma lui pensa solo a lavorare e come ha detto in nazionale lui non pensa alla critiche e tutti dobbiamo fare questo. Dobbiamo stare concentrati e sereni perché questo momento passerà e dovremo essere bravi a farlo passare velocemente”.

Su Kulusevski

“Abbiamo parlato con Kulusevski della squadra e abbiamo parlato anche della Svezia in generale. Abbiamo studiato col mister e Dejan ci ha detto che troveremo un ambiente caldo ma noi non vediamo l’ora di scendere in campo per portare a casa i tre punti”.

Il calo fisico dopo la sosta Nazionali

“Bisogna essere concentrati e capire che tutti quelli che indossano questa maglia è perché hanno la fiducia del mister e di tutti. C’è da essere consapevoli di questo. In Nazionale molti giocatori sono più tranquilli a livello di testa. Noi dobbiamo fargli capire che se sono qui è perché meritano questa possibilità. Sappiamo che i giocatori che fanno parte di questa squadra sono grandi giocatori e alcuni devono ancora esprimere le loro doti migliori. La maglia della Juventus è pesante ma quando si va in campo bisogna pensare a divertirsi, così ci si leva la pressione di dosso”.

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